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Episodio numero 39 del mio Podcast Articoli in voce

Indice

1. Varianti e contagi

2. Chi si sta contagiando

3. Il nuovo provvedimento

4. Gli errori del Governo

5. Mappa dei vaccinati mondiali

6. Conclusioni

Quarta ondata, terza dose

Eccomi nuovamente, per la terza volta, a scrivere di vaccini, Green Pass e contagi. Temo che non sarà neppure l’ultima, perché questo virus, così mutevole ed intelligente, non è ancora del tutto sotto il nostro controllo. Dovremo aspettare che la pandemia si trasformi in fase endemica, una volta divenuta più stabile e prevedibile. Ciò significa che dovremo imparare a convivere con il virus, piuttosto che sperare di estirparlo in maniera definitiva. 

Il primo e il secondo articoli li trovate nella categoria medicina.

Varianti e contagi

Da qualche settimana la situazione mondiale è peggiorata al punto da necessitare azioni sempre più drastiche per arginare la diffusione del virus. L’Austria, ad esempio, è il primo Paese EU ad aver imposto l’obbligo vaccinale.

È incredibile come ogni volta si reagisca piuttosto che agire preventivamente. Eppure, giunti alla quarta ondata, i Governi dovrebbero sapere ben in anticipo come fare per evitare che i propri cittadini si contagino e si ammalino. Invece, come ad inizio 2020, tornano altri colpi di DPCM con nuovi ordinamenti da rispettare. Con una differenza: al posto dell’autocertificazione, adesso abbiamo il famigerato Green Pass.

Omicron

È la variante più recente: è colpevole di averci fatto ripiombare nel peggiore dei nostri incubi.
Pare che ce ne sia un’altra in Francia, che porta il nome Ihu, l’ospedale di Marsiglia dov’è stata individuata per la prima volta. Omicron avrebbe infatti delle sotto-varianti tutte ancora da valutare.

L’origine del nome Omicron

Un nome che sembra insolito, ma non per chi conosce l’alfabeto greco o abbia studiato una disciplina matematica. Dallo scorso giugno, le varianti più importanti del virus prendono il nome di una lettera dell’alfabeto greco, al posto del nome del luogo di origine, al fine di evitare di colpevolizzare un Paese.

Ad esempio, Alpha era stata assegnata alla variante inglese e Delta a quella indiana. Ecco spiegato il nome Omicron per la variante sudafricana.

Il numero 1 del tennis mondiale

Vi vorrei parlare brevemente della “faccenda” Novak Djokovic. Dopo aver ottenuto dal suo staff medico un certificato di esonero dalla vaccinazione, per partecipare al torneo Australian Open, la prima tappa del Grande Slam, arrivato in aeroporto, la dogana l’ha trattenuto per un’irregolarità sul visto. Dopo diversi giorni di tira e molla e, dopo essere stato in un hotel in attesa del verdetto finale, Nole è stato rimandato a casa. Il Governo australiano ha preferito – giustamente – difendere gli interessi e i sacrifici dei suoi abitanti, che hanno subìto il lockdown più lungo al mondo. Questo episodio è diventato un caso internazionale: Nole ha messo a rischio non solo la sua immagine, esibendo un comportamento non troppo etico e arrogante, ma anche la sua carriera. Innanzitutto, potrebbe non tornare in Australia per tre anni e, in caso decida di continuare la sua linea di novax, rischia anche di non partecipare ad altri tornei. Non ultimo, di perdere addirittura qualche sponsor. Scriverò un articolo dedicato, perché ci sono parecchi argomenti interessanti a corredo della notizia in sé e per sé.

Ad ogni modo, il lato ludico non è mancato. Numerose, infatti, le varianti “meme” a lui dedicate: Non Giokovic, Novax Djokovic, Novak Djocovid.

La situazione attuale

L’Italia è entrata ufficialmente nella quarta ondata per ultima, dopo più di un mese che Francia, Regno Unito, Germania, Belgio sono tornati ad alcune restrizioni, soprattutto per i novax.
In Sudafrica, invece, essendo Omicron giunta al 100% dei contagi, è stata sconfitta: contagi e morti in netto calo da qualche giorno.

Attualmente, nel nostro Paese si registra una media di circa 300-350 decessi giornalieri, con un numero elevatissimo di contagi, che oscillano dai 30000 ai 100000, a seconda dei tamponi effettuati.
Come spesso accade quando si parla di Covid-19, le notizie e i discorsi degli esponenti del Governo non sono mai chiari.

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Chi si sta contagiando?

Negli ultimi giorni sto leggendo vari articoli che riportano una serie di bufale, al pari delle fake news, provenienti dagli esponenti del Governo e dai vari specialisti in campo pandemico.

Diversi punti di vista

Si trovano diverse versioni a seconda di chi (destra o sinistra) pubblica la notizia.

Non si è capito, ad esempio, se in terapia intensiva siano finiti più cittadini vaccinati, ma con la dose “scaduta”, oppure persone che non abbiano mai ricevuto una dose.
Secondo alcuni, i più sono cittadini già vaccinati, che dopo essersi infettati, sono stati ricoverati in terapia intensiva. Secondo altri, per la maggior parte si tratta di novax.

Ad ogni modo, se fosse vero che cittadini in procinto di ricevere la terza dose ora siano i più in pericolo, qualche novax potrebbe affermare che non vale la pena vaccinarsi, perché la capacità del vaccino di difenderci dalla malattia è limitata. In realtà, il vaccino è efficace, ma il suo potere decade piuttosto rapidamente, entro un periodo molto inferiore a quello inizialmente stimato.

Efficacia vaccino

Se vi ricordate, inizialmente, si pensava che il vaccino potesse durare fino ad un anno: per questo il Governo ha dato scadenza di 12 mesi al Green Pass.

Purtroppo, strada facendo, ci si è accorti che l’efficacia del vaccino era di molto inferiore ai 12 mesi; si è passati a 9, con relativa contrazione del Green Pass, e dal 2 febbraio si arriverà a soli 6 mesi.
Di pari passo, pertanto, qualche mese fa si raccomandava la terza dose dopo 6 mesi dal ciclo vaccinale completo; poi dopo 5 e ora è disponibile già dopo 4 mesi. Appare evidente che così non si può andare tanto lontano e trovare una diversa strategia è d’obbligo.

Il ruolo delle aziende produttrici

La domanda che sorge spontanea è: ma Pfizer e Moderna erano consci della durata così limitata del vaccino? In caso positivo, perché non l’hanno dichiarato subito?

Il tipo di risposta è duplice. Da un lato, pensiamo siano onesti e non lo sapessero: sembrerebbe che ci stiano usando come cavie. Dall’altro, potrebbero aver fatto del loro meglio per creare il vaccino, tuttavia, essendo le varianti più veloci delle somministrazioni, saremo sempre un passo indietro rispetto al Covid-19. Peggio se avessero creato un vaccino con un’obsolescenza programmata, in perfetto stile hardware informatico, al fine di fatturare molto di più con dosi molteplici. In questo caso, sarebbero veri e propri delinquenti.

Purtroppo, temo che la verità non sarà appannaggio né di me, né di voi.

Lascio ad ognuno di voi la libertà di propendere per una o per l’altra ipotesi; oppure, meglio ancora, chi ne ha altre, me le scriva nei commenti. Creiamo un minimo di discussione tra persone che si informano e che ci ragionano sopra (a ridaje con Zaia!).

La mia terza dose

A fine novembre, ho prenotato la terza dose per il 2 febbraio, non volendo ravvicinare troppo le dosi tra loro. Visti gli aggiornamenti sulla situazione, mi sono pentita della data scelta e pertanto mi sono recata, senza prenotazione, all’hub di Alassio l’11 gennaio. In circa 2 ore sono riuscita ad avere la mia terza dose. Almeno sono tranquilla. La maggior parte ha ricevuto l’eterologa, con le prime due dosi di Pfizer e il booster di moderna. Io ho preferito la tripletta (con tanto di commento del mio medico, quel giorno di turno nella vaccinazione, che io non capisco niente di medicina), tanto alla fine ogni soluzione è simile.

Spikevax

A proposito, Moderna ora si chiama Spikevax. Sono andata a controllare i dati sul sito dell’AIFA e sembrerebbe avere effetti collaterali classici, senza nessun accenno alla pericardite che potrebbe colpire ragazzi di sesso maschile attorno ai 15 anni. Molti di coloro che hanno ricevuto una terza dose di moderna stanno male, con dolori e febbre elevata. Tuttavia, pare che chi abbia avuto problemi con le prime due dosi di Pfizer sia stato molto bene con l’eteronoma. Così come il virus infetta ogni corpo in cui entra in maniera differente, così ognuno di noi reagisce diversamente ai vaccini.

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Il nuovo provvedimento

Durante l’ultimo CDM del 5 gennaio, nuove regole sono state stabilite per i cittadini.

Il regalo della Befana: OBBLIGO VACCINALE

È stato deciso che il vaccino diventerà obbligatorio per tutti i civili over 50, occupati o meno, a partire dal 15 febbraio.

Il Governo Draghi lo ritiene il passo decisivo nella lotta contro i novax: in effetti, una corsa ale dosi c’è stata. Lunghe file di prenotati, ma anche di persone senza prenotazione provenienti da province vicine. Chissà quanti di loro fossero novax. Di sicuro, per la maggior parte si tratta di occupati.

Prima del provvedimento, i cittadini over 50 senza dose di vaccino superavano ancora i 2 milioni: parecchi, anzi, troppi. Se anche al solo 20-30% finissero in terapia intensiva, si arriverebbe rapidamente al collasso delle strutture ospedaliere.

I lavoratori over 50 dovranno per forza munirsi di Green Pass rafforzato, ottenuto con la sola vaccinazione (no tampone). Chi entrerà senza, sarà multato (e parecchio). Tutti gli altri, dovranno ugualmente ricevere la terza dose, se scaduta da più di di mesi, entro il 1° febbraio; altrimenti, fino al 50° anno di età, potranno entrare con tampone negativo. Vista la corta durata dell’efficacia del vaccino, forse avrei fatto un passetto in più e avrei obbligato i lavoratori di tutte le età a vaccinarsi, soprattutto in aziende grandi, con almeno 150-200 dipendenti. Ovviamente, subito dopo l’annuncio, c’è stata la corsa alle dosi: lunghissime file di prenotati e senza prenotazione. 

Smart working

Il nuovo provvedimento, inoltre, consiglia ai datori di lavoro, privati e pubblici, di utilizzare al massimo lo smart working, al fine di limitare il più possibile i contagi. In Italia, ci sono aziende (anche del mio settore) che hanno garantito il lavoro agile, diciamo da casa, fino al 100% delle ore, da marzo 2020. Nella nostra azienda, purtroppo, pare che si rimanga all’utilizzo al massimo di due giorni per il lavoro da casa.

Tuttavia, sui mezzi aziendali si sale a bordo solo se muniti di Super Green Pass (e mascherina FFP2); idem per i lavoratori over 50: entrano solamente con il permesso rafforzato.

Scuole e DAD

Per quanto riguarda la scuola, saranno sufficienti due positivi perché l’intera classe torni in DAD. Per gli studenti, prevedo un altro inverno difficile. Lo stesso dicasi per le madri che probabilmente andranno incontro a nuove discriminazioni, perché nuovamente costrette a badare ai figli in casa.

Il nuovo vaccino di Novavax

Il vaccino Nuvaxovid (che fatica) ha ottenuto il via libera dell’EMA per l’immissione sul mercato.
Secondo alcuni, questo vaccino, ottenuto con la tecnologia tradizionale dei vaccini, godrebbe di maggiore fiducia tra i novax. Infatti, è ottenuto tramite frammenti proteici del virus, diverso sia da quelli a mRNA (prodotti da Pfizer e Moderna), sia dagli adenovirus (prodotti da AstraZeneca e Johnson). La Fondazione Veronesi esprime a riguardo un parere favorevole. Presto arriverà anche un altro vaccino, ottenuto con tecniche identiche a quelle del vaccino antinfluenzale. I novax non hanno davvero più scuse! Vaccinatevi!

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Gli errori del Governo

Come scrivevo all’inizio dell’articolo, per molti aspetti, nulla è cambiato rispetto a due anni fa, quando tutto ebbe inizio. In molti, me compresa, cominciano a vedere sempre meno le differenze del Governo Draghi rispetto ai Governi Conte/Conte bis.

Siamo anche tornati a dover colorare le regioni. Ma possibile che anche Super Mario non riesca a fare di meglio?

Vorrei aprire un bel dibattito. Anzi, una vera e propria denuncia.

Green Pass

Innanzitutto, il Green Pass è stata più una maledizione che una benedizione. Perché tutti, pensando che con questo lasciapassare potessero comportarsi normalmente, hanno abbandonato (o molto ridotto) il distanziamento, le mascherine, ecc. Poiché qualche virologo in TV aveva dichiarato che i vaccinati non si infettavano, il virus ha potuto circolare liberamente per mesi. Con il passare del tempo, inoltre, l’efficacia della protezione vaccinale diminuiva, con un duplice effetto: nessuna immunità di gregge era possibile e aumento dei casi gravi anche nei vaccinati.

Sia da parte del Governo che degli esperti della sanità sono state emesse dichiarazioni smentite dai fatti stessi e proprio da chi tali dichiarazioni aveva proferito. Praticamente un disastro annunciato.

L’unico scienziato che ci ha sempre tenuto in allerta è stato Crisanti, che a me è sempre piaciuto. Da molti preso in giro, persino dallo stesso Crozza, perché malaugurante e jettatore.
Vi propongo un piccolo video, perché Maurizio è straordinario anche in questa interpretazione.

Tutto ciò senza contare chi non si è mai sottoposto ad un’inoculazione del vaccino: va da sé che tali soggetti abbiano favorito sia la diffusione dei contagi, sia l’aumento dei pazienti con sintomi gravi.

Ecco perché anche questo Governo non è stato totalmente all’altezza.

Il piano vaccinale

Persino il piano vaccinale tanto osannato è stato confusionario. Nessun Paese ha permesso il gran mischione di vaccini che abbiamo visto in Italia. Parrebbe che siamo arrivati a 48 combinazioni vaccinali. Eterologa, prime due dosi Pfizer e poi terza di Moderna e viceversa; due dosi AstraZeneca e poi la terza di Pfizer e/o Moderna. Nessuno sa quale combinazione sia più efficace, in modo da usare la stessa per proteggere meglio – e più a lungo – i cittadini.

Le Ops

Ben più grave la gestione operativa: tracciamento dei nuovi contagi, organizzazione delle scuole (ventilazione forzata, messa in sicurezza degli istituti, ecc.), limitazione passeggeri sui trasporti pubblici, gestione degli eventi e soprattutto l’applicazione e il controllo dello strumento più importante, il Green Pass. Diverse incongruenze sul suo obbligo: ad esempio, nei ristoranti, era riservato ai soli clienti e non ai camerieri o agli altri dipendenti. Chiaro che poi ci scappi qualche contagio. Idem, e molto peggio, la situazione del personale medico, che in parecchi contesti ha atteso troppo tempo prima di ricevere il booster.

Troppa libertà ai gestori di verificarlo o meno, idem nei negozi o nei parrucchieri o estetisti. Vero, lì non ci si toglie la mascherina, ma in certi frangenti le distanze sono davvero minime. Finalmente al Governo se ne sono accorti (un po’ tardi), imponendo anche presso questi ultimi l’esibizione del Green Pass.
Chi se ne importa se poi, tra i Paesi europei, siamo tra quelli che hanno controllato meglio la pandemia. Diciamo che è stata una sola questione di tempo e poi siamo ripiombati anche noi nella quarta ondata.

Tracciare i contagi è fondamentale

Pensiamo alla tracciabilità dei contagi, come avviene in Corea o in Cina. Vero, ognuno di noi dovrebbe permettere l’inserimento dei propri dati in un database, condiviso con tutte le strutture mediche. Tuttavia, solamente in questo modo un’AI può analizzare i milioni di informazioni pervenute e individuare in tempo reale dove si sta verificando un focolaio. Ciò garantisce un intervento immediato ed efficace, isolando tale zona dalle altre. In alcune regioni un sistema simile è disponibile, ad esempio in Veneto. Esistono veri e propri articoli internazionali dove si paragona la gestione fallimentare della pandemia nel 2020 della Lombardia con quella del Veneto. Altre regioni hanno fatto quanto potuto e ne abbiamo visti i risultati.

Il famigerato piano pandemico

Se il piano pandemico fosse stato davvero rivisto nel dettaglio e congegnato in maniera completamente diversa, sfruttando il meglio della tecnologia e del digitale, probabilmente gli attuali 300 morti al giorno si sarebbero potuti evitare.

Infatti, l’AI è importantissima quando si tratta di predizioni: solo una macchina è in grado di analizzare e di interpretare una mole gigante di dati. Ovvio è che l’algoritmo di base debba essere generato dall’uomo, ma la potenza di calcolo da un lato, l’imparare da casi semplici dall’altro, permette a questi programmi di raggiungere un’efficienza elevatissima, con scarso margine di errore.

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Mappa dei vaccinati mondiali

A proposito della terza dose. Ad agosto avevo pubblicato il secondo aggiornamento sui vaccini, riportando che in Israele stavano somministrando già la terza dose. Ed eccoci oggi nella stessa situazione, a distanza di meno di sei mesi. Possiamo pertanto prevedere, senza grossi errori, che presto subiremo la stessa sorte. Chissà quante altre dosi dovremo farci inoculare per dire finalmente addio al tanto odiato virus.

I vaccinati a livello mondiale

Lascio in chiusura i dati della situazione mondiale commentando quanto riportato nella mappa che costituisce l’immagine in evidenza dell’articolo.

Il continente africano è praticamente privo di vaccinati, se escludiamo il Marocco, non a causa dei novax, come nella Federazione russa, in cui sono presenti in numero molto elevato, ma perché non ci sono dosi per coprire almeno una parte degli abitanti.

L’Europa occidentale e il Nord America sono molto avanti nella campagna vaccinale, così come la Cina e il Giappone.
Il Sud America, l’Australia, Arabia, Turchia, Iran e Mongolia seguono a ruota.
L’India, a causa dell’elevata popolazione, avanza con fatica; lo stesso dicasi per l’Europa dell’est e alcuni stati centro-americani.

La COVAX (associazione che raccoglie le dosi di vaccino per i Paesi poveri) aveva il compito di garantire circa 2 miliardi di dosi. Purtroppo, molte dosi di AstraZeneca sono andate perse, perché di difficile conservazione e trasporto. Pfizer, nonostante gli accordi, ha preferito dare le proprie dosi ai Paesi ricchi, potendo pretendere compensi molto più elevati per ciascuna dose.

Sul sito da cui ho tratto questa mappa, si trovano tantissime informazioni molto interessanti, vari diagrammi su cui riflettere.

Mappa ufficiale dei vaccinati in Italia per età

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Conclusioni

Il dio denaro è sempre il più potente, si tratti di salute, politica o qualunque altro ambito. Ancora nel 2022 assistiamo a scenari pietosi come questo.
Un mondo diviso, in cui chi è ricco si può vaccinare e pertanto assicurarsi una vita in salute; chi è povero, non potendo permettersi le cure, è abbandonato nelle mani del destino, non determinato dagli dèi, ma dagli stessi esseri umani.

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